Sabato 03 Dicembre 2016 | 10:36

AEMILIA, GIOVANARDI E IL PRESSING PER SALVARE LA BIANCHINI. IL SENATORE: ERA MIO DOVERE

In un Rapporto consegnato dai carabinieri alla Dda le pressioni del parlamentare per far riammettere l’azienda alla white list


Nel 2014 il senatore Carlo Giovanardi fece pressing sulla Prefettura di Modena per la riammissione della Bianchini Costruzioni nella white list. E’ quanto scrivono i carabinieri in un Rapporto consegnato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna (a darne notizia sono la Gazzetta di Modena e il settimanale L’Espresso). Ed è lo stesso senatore a confermare la circostanza: se, però, Giovanardi sostiene che fosse suo dovere di parlamentare intervenire per far rimuovere l’interdittiva, definita “perversa”, per i militari dell’Arma, la sua fu invece – testuale – una “inspiegata azione politico-istituzionale, che contribuì a inasprire gli animi e a creare una cortina di diffidenza e di pressioni sul prefetto”. Giovanardi non risulta comunque indagato e definisce frutto di “analfabetismo costituzionale” ciò che gli viene ascritto nel rapporto dei carabinieri. A riferire ai carabinieri delle telefonate di Giovanardi in prefettura sarebbe stato il Capo Gabinetto di viale Martiri della Libertà, Mario Ventura. Nel Rapporto dell’Arma si fa riferimento anche a presunti “regali” dell’imprenditore Augusto Bianchini a Giovanardi affinché quest’ultimo si interessasse alla vicenda della società di costruzioni. Il senatore smentisce e poi va all’attacco del meccanismo della white list.

Intervista a Sen. Carlo Giovanardi

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