Venerdì 09 Dicembre 2016 | 20:19

FERRARI BRAND DI LUSSO, LA STRATEGIA DI MARCHIONNE NON VA

Gli analisti internazionali sono perplessi di fronte al piano del manager che vuole far competere il Cavallino con Hermes e Prada: “Ferrari ha una crisi di identità”


I puristi del Cavallino sono sempre stati scettici a riguardo e ora saranno pervasi da un sottile godimento nel sapere che gli analisti internazionali storcono il naso davanti al piano di Sergio Marchionne che vuole fare di Ferrari un marchio del lusso. A sei mesi dallo sbarco a Wall Street - che avrebbe dovuto dare il la alla nuova vita della Rossa, portandola a competere con brand quali Hermes o Prada – le cose stanno andando meno bene del previsto: il titolo, da ottobre, ha perso oltre 15 punti percentuali. “L’ambizione di Ferrari non è riuscita a farsi strada”, scrive la rivista specializzata Automotive News, che cita diversi esperti del settore lusso più che mai perplessi rispetto alla strategia di Marchionne. “Ferrari ha una crisi di identità”, osserva da Washington Adam Wyden, fondatore della società di consulenza Adw Capital Partners, che aggiunge severo: “Per essere un brand luxury non basta vendere magliette e cappellini agli appassionati di corse”. “Serve un riesame completo della strategia”, sentenzia Thomas Besson, analista di Kepler Cheuvreux. “Ferrari è un paradosso”, arriva a dire Giuliano Noci, docente di marketing al Politecnico di Milano, secondo cui l’immagine del Cavallino è così legata alla supercar che è difficile espanderla oltre il settore auto. Bacchettate, insomma, su Marchionne. Da parte sua, intanto, il presidente cerca di rafforzare il suo piano facendo entrare nel cda e nello staff della Rossa manager provenienti da Louis Vitton e Safilo. La strada, però, è in salita. Trasformare Ferrari da azienda produttrice di auto a marchio del lusso si sta rivelando più complicato del previsto.

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