Martedì 06 Dicembre 2016 | 15:09

MASERATI: MODENA IN ALLARME PER I 120 ESUBERI

Alle preoccupazioni espresse dalla Fiom, si aggiunge la Fim-Cisl. Intanto si attivano Regione e deputati modenesi. Ma è troppo tardi


I timori sul futuro dello stabilimento Maserati di Modena non sono più solo una faccenda tra la Fiom e Marchionne. Dopo il vertice dell’altro giorno in cui la dirigenza del Tridente ha comunicato che dal primo gennaio 2017, in via Ciro Menotti, non ci sarà più bisogno di 120 addetti, anche gli altri sindacati esprimono preoccupazione e pure le istituzioni si attivano. La Fim-Cisl chiede un tavolo unitario che coinvolga la politica insieme con le rappresentanze dei lavoratori, mentre dalla Regione si comunica un imminente vertice con Maserati e il deputato modenese Baruffi porta il caso in Parlamento con una interrogazione. Purtroppo, però, ormai sembra drammaticamente troppo tardi. In casa Fiat Chrysler è già tutto scritto ed è molto difficile che si torni indietro. Lo stabilimento di via Ciro Menotti è troppo piccolo per reggere i ritmi produttivi che impone il nuovo corso della Maserati. La Uil continua a sperare che Marchionne porti qui la produzione della nuova Alfieri, ma gli altri sindacati sono molto più pessimisti. Insomma, la strada è tracciata: il Tridente è destinato a trasferirsi a Torino, a Modena resterà solo l’Alfa Romeo 4C, che però richiede assai meno manodopera. Di qui la previsione di 120 esuberi. I lavoratori verranno ricollocati in Cnh, in Ferrari, in Maserati Corse oppure in altri stabilimenti Fiat in giro per l’Italia. E a Modena il Tridente verrà ammainato dopo 80 anni di storia.

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