Domenica 04 Dicembre 2016 | 00:51

SERRA: TUTTI ASSOLTI PER LA VICENDA URBANISTICA DI CASA BOSI

"Il fatto non sussiste". Dopo sei anni si è conclusa così la vicenda urbanistica di Casa Bosi che portò all'apertura di un fascicolo per la demolizione di un vecchio edificio agricolo


Assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”. E' finita così dopo sei anni la vicenda urbanistica di Casa Bosi, a Serramazzoni, che portò nel 2010 all'apertura di un fascicolo per la demolizione di un vecchio edificio agricolo e l'avvio della ricostruzione poi bloccata ad edificazione appena iniziata dopo un sopralluogo della Forestale. I lavori vennero sospesi e nel 2013, a conclusione delle indagini, furono rinviati a processo l'ex capo dell'Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, la sua collaboratrice Enrichetta Giacobazzi, la progettista Monica Mantovi e i committenti Domenico Ingrami e Oriella Bertacchini. Secondo l'accusa, non poteva essere disposto un ampliamento dell'edificio del 20% in base agli indici di zona agricola in una zona oggetto di un piano particolareggiato poi mai attuato che contemplava anche la possibilità di costruire vicino un prosciuttificio. Di diverso avviso il giudice Luigi Tirone, che ha ravvisato piena liceità di operato. Per Tagliazucchi si tratta della seconda assoluzione in meno di un anno, dopo quella per Casa Fenocchi. Soddisfazione è stata espressa anche dalla progettista che aveva disposto l'intervento secondo la formula della demolizione con fedele ricostruzione. Ora dopo sei anni il cantiere può ripartire.

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