Sabato 10 Dicembre 2016 | 19:30

L’EMENDAMENTO CHE HA FATTO DIMETTERE IL MINISTRO GUIDI

Cosa prevede il contestato intervento del Governo che avrebbe favorito il compagno dell’ormai ex ministro nell’ambito del giacimento Tempa Rossa


Snellire le procedure autorizzative per i giacimenti petroliferi. Questo prevede il contestatissimo emendamento alla Legge di Stabilità 2015, che ha portato alle dimissioni del ministro Federica Guidi. Un emendamento avversato dagli ambientalisti e sostenuto dal Governo, per “favorire lo sfruttamento del potenziale energetico del nostro Paese e per creare nuovi posti di lavoro”. Ma anche, secondo i pm di Potenza, sollecitato dal compagno dell’ormai ex ministro Guidi, l’imprenditore Gianluca Gemelli. Nel calderone è finita anche il ministro Boschi, per avere firmato il provvedimento. “Anche Maria Elena è d’accordo”, dice Guidi a Gemelli in una telefonata intercettata il 13 dicembre 2014. L’emendamento – che già si tentò di inserire senza successo nel decreto Sblocca Italia –definisce, in particolare, “strategiche” tutte le opere connesse all'attività estrattiva, che, in questo modo, non hanno più bisogno di vari passaggi autorizzativi, ma di un solo via libera. Una novità molto attesa, tra gli altri, da chi ha che fare con il progetto Tempa Rossa, un giacimento petrolifero della Basilicata, gestito dalla Total e in fase di grande sviluppo. Tra questi, c’è appunto Gemelli, interessato con la sua azienda ai contratti di subappalto, oltre 2 milioni e mezzo di euro. Quest’ultimo è tra le 60 persone indagate dalla Procura di Potenza: i pm ipotizzano che l’imprenditore abbia “sfruttato la sua relazione con il ministro Guidi per entrare nella lista dei fornitori della Total”.

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