Giovedì 08 Dicembre 2016 | 06:54

IL LAMBRUSCO E’ SALVO: DIETROFRONT DELL’UNIONE EUROPEA

L’Unione Europea chiede di rinunciare alla norma sulla liberalizzazione dei marchi dei vini che non portano il nome del territorio di produzione


Se parliamo di sport e di calcio, nei match contro le squadre iberiche difficilmente i nostri club sorridono, ma ieri il gol dell’Italia sulla Spagna è arrivato in un altro ambito. Era nell’aria dal pomeriggio, poi in serata è giunta la conferma: dietrofront dell’Unione Europea sulla minacciata liberalizzazione dei vini che non portano il nome del territorio. Il Lambrusco dunque è salvo e non vedremo il suo nome, legato all’emilia da millenni, nei negozi o sulle tavole degli italiani prodotto in Spagna o Portogallo. Secondo Coldiretti valgono almeno 3 miliardi di Euro i vini Made in Italy identificati da denominazioni che rischiavano di essere scippate all'Italia se fosse stato consentito anche ai prodotti stranieri di riportare in etichetta nomi come il Lambrusco o la Falanghina, solo per fare alcuni esempi. L’organizzazione degli imprenditori agricoli è convinta inoltre che sia stato sventato il rischio di una pericolosa banalizzazione di alcune tra le più note denominazioni del nostro paese affermatesi sui mercati nazionale ed estero grazie al lavoro dei vitivinicoltori italiani, perché il futuro dell'agricoltura dipende dalla capacità di tutelare le eccellenze territoriali. Ma qual è stata la svolta? La mobilitazione congiunta delle istituzioni e del mondo produttivo contro la proposta di liberalizzazione dei vitigni autoctoni, ha spinto ieri sera l’Unione Europea nel prendere una direzione netta: proporre alla Commissione agricoltura dell’Europarlamento il ritiro dell'atto delegato sul vino. Una notizia dunque che fa esultare il nostro paese e storcere il naso ai paesi iberici dove sono presenti vaste aree simili a quelle delle colline e delle pianure emiliane. Da quelle zone già in passato alcune aziende hanno provato a presentare marchi con il nome Lambrusco, sempre respinti dall’ufficio brevetti spagnolo dopo le proteste ufficiali del consorzio del Lambrusco.

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