Sabato 03 Dicembre 2016 | 14:37

CROLLO HAEMOTRONIC: LA PROCURA DIFENDE L’ARCHIVIAZIONE

Il procuratore capo Lucia Musti: “Durante le indagini nessun testimone ha parlato di costrizioni per andare a lavorare. Alla stampa sono state dette cose diverse rispetto a quelle che sono state dette a noi”


Continua a far discutere la decisione del Gip di Modena di archiviare l’indagine sul caso dei quattro operai morti nel crollo del capannone Haemotronic di Medolla, durante il terremoto del 29 maggio 2012. Dopo la protesta dei parenti delle vittime, che sabato scorso si sono incatenati davanti all’azienda lanciando pesanti accuse alla magistratura, ora la Procura di Modena si difende: “I pm non hanno tralasciato alcun elemento – interviene il procuratore capo Lucia Musti – alla stampa sono state dette cose che durante le nostre indagini nessuno ha riferito”.

Il riferimento è alla circostanza riferita da alcuni parenti delle vittime, secondo cui, dopo la prima scossa del 20 maggio, gli operai della Haemotronic sarebbe stati obbligati a tornare al lavoro nonostante la struttura fosse danneggiata, dietro la minaccia di licenziamento. Ma il procuratore Musti smentisce che ciò sia emerso durante le indagini.

Ai nostri microfoni Lucia Musti, Procuratore capo di Modena

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