Venerdì 09 Dicembre 2016 | 20:21

ALLUVIONE, DUE ANNI DOPO ANCORA TANTI PROBLEMI

La burocrazia lenta allunga i tempi per i pagamenti dei danni. E gli argini fanno ancora paura


Due anni sono passati, ma il terrore non si cancella. Era l’alba del 19 gennaio 2014 quando all'altezza della frazione di San Matteo, alle porte di Modena, l’argine del fiume Secchia si ruppe. Fu quello l’inizio di un incubo che per molti non è ancora finito. Dopo poche ore Bastiglia era allagata, poi l’acqua inghiotti anche Bomporto. Case invase dal fango e danni per milioni di euro. E una vittima, Giuseppe Oberdan Salvioli, di 43 anni, il cui cadavere fu trovato due settimane più tardi: era scivolato da un gommone mentre tentava di prestare aiuto ad altre persone.

Tecnici e ingegneri hanno stabilito con certezza che a provocare l’esondazione furono le tane scavate negli argini da animali selvatici nuovi per il nostro territorio: tassi, istrici, volpi.

I cittadini si sono rimboccati le maniche, molto è stato fatto, sul territorio – numeri della Regione Emilia-Romagna – sono arrivati 20 milioni di euro per i danni alle prime case. Tempi più lunghi si profilano invece per le imprese alluvionate: su 511 domande di contributo presentate, ne sono state liquidate solo 52.

Ai nostri microfoni Paola Vincenzi, Residente di Bastiglia

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