Venerdì 09 Dicembre 2016 | 02:55

BOWIE: QUANDO LA VOCE LO TRADI’ NEL 1990 A MODENA

E’ un giorno triste per la musica: è morto David Bowie. La rock star fu protagonista di uno sfortunato concerto nel 1990 a Modena


Ci fu un po’ disapprovazione per l’evento non riuscito, ma Modena continuò ad amare e seguire David Bowie anche dopo lo sfortunato concerto in città del settembre 1990. Un live con l’aria umida, ma ancora calda di fine d’estate, definito dalla stessa rock star tra i più difficili della sua vita: dopo pochi brani infatti la voce cominciò a calare, costringendolo a modificare la scaletta e interrompere anche nervosamente un brano. Un concerto insomma tanto atteso però sofferto, ma l’importante era esserci, perché, anche a mezzo servizio, davanti ai modenesi c’era un’icona che rivoluzionò la musica rock. La notizia della morte di Bowie, ha creato un vuoto nei fan: l’artista solo pochi giorni aveva festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno. L’annuncio della sua scomparsa è arrivato sul profilo ufficiale Twitter e Facebook con queste parole: "Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente circondato dalla sua famiglia". David Robert Jones, questo il vero nome di Bowie, l’8 gennaio, aveva dato alla luce il suo ultimo lavoro discografico intitolato Blackstar, con il nuovo video Lazarus in cui il Duca Bianco appare come l'amico di Gesù che avvolto dalle bende risorge dalla morte. Leggenda del rock: questa definizione, spesso abusata, calza invece a pennello per un’artista che in più di cinquant'anni è riuscito a cambiare pelle più volte, contaminando generi diversi dal folk acustico all'elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e diventando un modello di riferimento per più di una generazione di artisti. Negli ultimi anni si era ‘dimesso’ dal ruolo di rock star, proprio come Vasco Rossi in Italia. Dopo aver rischiato di morire per il blocco di un’arteria coronaria, decise infatti di cambiare pelle ancora una volta e fare il papà quasi a tempo pieno. Nel tempo libero scriveva ancora però, sfruttando l’anonimato che gli regalava New York per registrare canzoni all’insaputa di tutti. L’indimenticabile Duca Bianco, ora rimarrà nei vinili, nelle foto e nei video, proseguendo il viaggio tra sogno, rock e poesia.

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