Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 13:28

BPER, DAL PROFONDO ROSSO UNA BOCCATA DI OSSIGENO DAGLI NPL: FU VERA GLORIA?

Dopo aver toccato il minimo in Borsa, la Popolare annuncia la vendita di crediti deteriorati. Ma non dice a quale prezzo


La settimana scorsa il titolo Bper ha raggiunto il minimo storico riportandosi ai valori del 1989. L’amministratore delegato Vandelli ha dichiarato di essere in dirittura finale la vendita ai fondi Cerberus e Algebris di 900 milioni di crediti deteriorati. Una prima tranche di 200 milioni al fondo Algebris, una seconda di 250 milioni al fondo Cerberus e gli altri 450 milioni non si sa a chi.

Sempre l’amministratore Vandelli, si è detto tranquillo circa il fatto che da questa vendita non ci saranno impatti negativi sul bilancio. Sarebbe stato però opportuno per rispetto al mercato che fornisse alcuni dati a dimostrazione di queste affermazioni. I crediti deteriorati (Npl) sono in percentuale già spesati dalle banche nei bilanci e il risultato positivo o negativo della loro vendita dipende dalla percentuale di copertura in rapporto al prezzo di cessione. Ad esempio, se un credito deteriorato di 100 è già spesato per 40 ed è venduto a 60, il bilancio non ne risente. Se è ceduto a 70, il bilancio guadagna 10. Se è ceduto a 10, il bilancio perde 50. E allora: qual è il livello di copertura di questi crediti e quale il prezzo di cessione?

La Borsa ha comunque dato credito all’amministratore delegato e il titolo è uscito dal baratro dei 2 euro per riportarsi a 3 euro. Speriamo bene. Nel frattempo i nuovi amministratori della Popolare di Vicenza hanno ridotto di più del 50% il loro compenso, mentre non vi è notizia di nessuna riduzione del compenso stratosferico del presidente Caselli (450mila euro l’anno, oltre la pensione da dirigente) e di quello da un milione di euro l’anno del dottor Vandelli.

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