Venerdì 02 Dicembre 2016 | 20:55

POLEMICA RENZI-REGIONI, BONACCINI RESTA FUORI

Nessun commento sul braccio di ferro per i tagli previsti nella Legge di Stabilità. Per l’Emilia-Romagna rischio sforbiciata da 800 milioni


Nessuno strappo, nessun commento, per ora. Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini resta fuori dalla polemica in atto fra il premier Renzi e le Regioni sui tagli previsti nella Legge di Stabilità. Ma ci sarà anche lui, domani, nel vertice convocato a Roma: sorta di resa dei conti tra Renzi e i governatori. La situazione si è fatta incandescente nelle ultime ore. Per il prossimo triennio si parla di sforbiciate tra i 16 e i 17 miliardi di euro. Il numero uno del Piemonte Sergio Chiamparino ha parlato di interventi che mettono “rischio la sopravvivenza stessa delle Regioni”. “Ora ci divertiamo, ma sul serio”, gli ha risposto indirettamente Renzi, parlando con i suoi collaboratori più stretti. La partita si gioca quasi totalmente sul campo della Sanità, ambito che assorbe di media il 70% dei bilanci delle Regioni. In Emilia-Romagna, su una spesa complessiva di 13 miliardi di euro annui, 8 miliardi e mezzo vanno a ospedali e Ausl. Ogni anno la somma che lo Stato gira alle Regioni per la Sanità aumenta di circa il 2,5% ed è qui che Renzi vuole intervenire, riducendo tale incremento all’1%. Per l’Emilia-Romagna significherebbe rinunciare a circa 800 milioni di euro rispetto a quanto preventivato. I governatori, in particolare quelli del Nord, protestano per il meccanismo di tagli lineari, che colpirebbe indistintamente tutti. La classifica delle Regioni con la spesa sanitaria più alta vede al primo posto la Lombardia con 18 miliardi, al secondo il Lazio con 10,5, al terzo la Campania (9,7) e al quarto noi, al pari con la Sicilia, a quota 8 miliardi e mezzo. Quelli di Lombardia ed Emilia-Romagna, peraltro, sono considerati i sistemi sanitari più efficienti del Paese. Ma, stando ai piani del Governo, dovrebbero subire i tagli tanto quanto gli altri. Bonaccini, tuttavia, per il momento, resta in silenzio. Nessun commento, per non toccare certi equilibri politici. Nessuno strappo con l’amico Matteo.

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