Domenica 11 Dicembre 2016 | 05:03

FORMULA 1, GP DEL MESSICO DA DIMENTICARE PER LA FERRARI

È stata una domenica da dimenticare quella vissuta ieri dalle rosse in Messico. Sia Vettel che Raikkonen sono stati costretti al ritiro ed il tedesco, superato da Rosberg al 2° posto della classifica mondiale, ha voluto chiedere scusa a tutto il team


Partiva con tante ambizioni, la Ferrari, nel weekend che riportava la Formula 1 in Messico a distanza di 23 anni dall’ultima volta. Invece per le Rosse il Gran Premio corso nell’Autodromo Hermanos Rodriguez è stato in assoluto il peggiore della stagione, concluso con una circostanza che non si verificava dalla gara corsa in Australia del 2009, il doppio ritiro delle monoposto in gara: Vettel e Raikkonen non sono nemmeno riusciti a transitare sotto la bandiera a scacchi, entrambi vittima di incidenti che hanno avuto ripercussioni sulla classifica piloti. Il tedesco è stato scavalcato al secondo posto da Rosberg, che si è aggiudicato la gara davanti al compagno fresco di vittoria del titolo mondiale Lewis Hamilton, mentre il finlandese ha ceduto la quarta piazza al connazionale Bottas, con il quale è stato protagonista dello scontro in pista nel corso del 22° giro che lo ha costretto al ritiro. Per Vettel, invece, il Gran Premio del Messico è stato in salita sin dall’inizio: forse innervosito dal sorpasso di Kvyat al via, si è subito scontrato con Ricciardo, forando, poi al 17° giro è andato in testacoda, al 26° ha fatto un lungo e al 57° ha perso il posteriore nella curva 7, andandosi a schiantare contro le barriere.

"Scusate", la parola ripetuta più volte dal tedesco, che senza mezze misure ha definito pessima, usando a dire il vero toni ben più coloriti, la propria gara. Un’autocritica fin troppo eccessiva, che ha mostrato ancora una volta quanto Seb sia legato alla Ferrari e ai suoi meccanici. "Vettel non si deve scusare", ha risposto il team principal Maurizio Arrivabene. "Si vince e si perde tutti insieme. In questa stagione eravamo già riusciti a toccare il cielo, stavolta abbiamo toccato il fondo. Ma questa è una lezione di umiltà di cui fare tesoro e che penso servirà ad unire ancora di più la squadra e rafforzare il carattere di tutti noi.

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