Sabato 10 Dicembre 2016 | 19:30

PAKISTANI: SISTEMATI ALL’EX CONVENTO DEL MURAZZO

Trovata l’intesa tra Comune e Diocesi: per i migranti si apriranno le porte della struttura di San Cataldo


Ci sono voluti quasi tre mesi, ma una sistemazione è stata finalmente trovata per i profughi pakistani che dormono al Novi Sad: i migranti saranno ospitati nei locali al piano terra dell’ex convento di San Cataldo, a fianco del Santuario della Madonna del Murazzo. Ieri c’è stato un sopralluogo e l’intesa definitiva è stata trovata questo pomeriggio con una convenzione firmata dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dal vescovo di Modena, monsignor Erio Catellucci. Il progetto di accoglienza coinvolge anche Prefettura e associazioni di volontariato. Ma passeranno ancora alcune notti prima che i profughi vengano trasferiti e vengano loro concessi un tetto e un materasso: perché la struttura possa aprire i battenti sono infatti necessari alcuni lavori di allestimento ad opera dei volontari della Croce Rossa, del Gruppo di Protezione civile comunale e della Croce Blu. L’ex convento, di proprietà della Diocesi, sorge proprio di fianco all’associazione Porta Aperta, dove i profughi già da tempo consumano i pasti e dove potranno sottoporsi screening sanitari. La struttura dove dormiranno ha una capienza di circa trenta posti. E qui sorge già un primo possibile problema. Perché coloro che nelle ultime notti dormivano al Novi Sad erano almeno una cinquantina di persone. Comune e Diocesi li identificheranno tutti e valuteranno chi avrà diritto ad essere accolto nella struttura e chi no. Il problema di fondo è noto: essendo arrivati in Italia via terra e non via mare ed essendo stato raggiunto in provincia di Modena il numero massimo di richiedenti asilo, questi migranti non hanno diritto a far parte dei normali programmi di accoglienza. La selezione tra chi sarà ospitato e chi no nell’ex convento di San Cataldo premierà chi possiede i requisiti per potersi almeno mettere in lista di attesa per l’asilo politico. Per questi si cercherà, non appena possibile, tramite la Prefettura, l’inserimento dei canali di accoglienza del programma Triton. Gli altri rimarranno fuori.

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