Domenica 11 Dicembre 2016 | 10:58

SASSUOLO: SGOMINATA BANDA CRIMINALE, COINVOLTI CARABINIERI

Una importante operazione congiunta di Polizia e Guardia di Finanza di Modena ha portato a sgominare una banda criminale operante principalmente a Sassuolo: coinvolti anche militari dell’Arma dei Carabinieri


Una organizzazione criminale che poteva contare anche sull'appoggio di militari dell’Arma dei Carabinieri. Estorsione, usura, corruzione: una piovra che spadroneggiava a Sassuolo. Si chiama ‘The Untouchables’ (gli intoccabili) l’operazione coordinata dalla Procura di Modena e condotta da Polizia e Guardia di Finanza che questa mattina ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari nei confronti di altrettante persone e al sequestro di beni e partecipazioni societarie per un valore complessivo di circa 1 milione e 700mila euro. A tenere le fila della banda criminale un personaggio appartenente a una famiglia di pregiudicati residente a Sassuolo: Rocco Ambrisi, 41enne, affiancato dal coetaneo Adamo Bonini. Per entrambi sono scattati gli arresti domiciliari. Le altre persone finite nel mirino della Procura sono due sottufficiali dei Carabinieri e un ex ufficiale in congedo da un anno: ai tre – tutti sottoposti a divieto di dimora – vengono contestate agevolazioni o collaborazioni prestati ai malavitosi, come il fornire loro informazioni riguardo intercettazioni telefoniche in corso o l’interessamento presso altre forze dell’ordine per far annullare contravvenzioni stradali. L’attività della banda – che comprendeva circa 5 o 6 persone e per cui si escludono legami con clan mafiosi – contava su una consolidata forza intimidatrice e si incentrava su estorsioni a privati e imprenditori e usura, con tassi d’interesse fino al 417%. Ambrisi e gli altri – secondo gli inquirenti – reimpiegavano i capitali così ottenuti in attività economiche, principalmente nel ramo della ristorazione, gestite da prestanome. In tutto gli episodi accertati dagli inquirenti sono 14 dal 2011 al 2014, alcuni dei quali anche nelle province di Reggio Emilia e Verona. L’attività di indagine è scaturita da segnalazioni di operatori finanziari su movimenti di denaro sospetti.

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