Venerdì 09 Dicembre 2016 | 08:38

FARMACIE COMUNALI, COOP ESTENSE ‘SALVA’ MUZZARELLI

Le farmacie comunali di Modena passano a Coop Estense. Si è chiusa oggi la seconda asta per le azioni messe in vendita dal Comune. Il colosso della grande distribuzione si è aggiudicato la partita con un’offerta da 6,9 milioni di euro. Un’operazione che farà discutere


Le farmacie comunali di Modena da oggi hanno un nuovo padrone: Coop Estense. Nell’asta tenuta oggi in municipio è stata infatti Finube spa – società controllata dal colosso della grande distribuzione – ad aggiudicarsi il pacchetto di azioni, pari al 17,5% del totale, che era stato messo in vendita dal Comune di Modena per fare cassa. Con 6 milioni e 900mila euro, Coop ha superato l’offerta avanzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, fermatasi all’importo base dell’asta di 6 milioni e 800mila euro. Finube era già socia delle farmacie comunali e in questo modo ne acquisisce la maggioranza assoluta salendo al 63,5% delle azioni, il ché dà automaticamente diritto a due posti su tre nel prossimo consiglio d’amministrazione. Si apre così uno scenario del tutto nuovo per il settore farmaceutico in città: come noto, dopo la liberalizzazione parziale del settore, un’ampia gamma di farmaci può essere venduta anche dentro i centri commerciali. Quindi, in pratica, ora Coop Estense si ritroverà ad essere al contempo socio di maggioranza e concorrente delle farmacie comunali. Detto in altre parole, la catena della grande distribuzione sarà concorrente di se stessa, con tutte le ovvie eventuali conseguenze per la regolarità del mercato. Il Comune, invece, dal canto suo, rinuncia al controllo sulle farmacie comunali per rimpolpare le proprie casse. Peraltro, inizialmente l’amministrazione sperava di incassare di più: a luglio si era tenuta una prima asta, la cui base era stata fissata a 7 milioni e mezzo di euro. Ma nessuno si era fatto avanti. Il sindaco Muzzarelli sperava in un’offerta della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ma il deterioramento dei rapporti con il presidente Landi ha complicato tutto: la Fondazione, anziché fare un’offerta, ha commissionato a Nomisma una perizia sulle azioni delle farmacie, da cui è emerso che, al massimo, quel 17% di azioni valeva 4 milioni e mezzo. Il ché – visto an che l’imminente cambio alla guardia della Fondazione – non ha impedito a Palazzo Montecuccoli di presentarsi all’asta odierno, ma ha quantomeno imposto all’ente di mantenersi su cifre più basse. Coop, da parte, ha alzato la posta. Ed è così che ora le farmacie comunali si ritrovano ad essere sorelle di quelle che troviamo dentro gli ipermercati.

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