Sabato 10 Dicembre 2016 | 02:03

DANNI AI RACCOLTI: COLDIRETTI CHIEDE LO STATO DI CALAMITA'

Dal 50 fino al 100% dei raccolti sono stati danneggiati, soprattutto pere, mele e uva in pieno periodo di raccolta. La stima reale non è ancora stata ultimata ma Coldiretti valuta i danni in svariati milioni di euro e chiede lo stato di calamità


Dove ha colpito, i raccolti sono andati quasi totalmente persi. Il maltempo che ieri pomeriggio ha colpito con grandine, nubifragi e trombe d’aria un’ampia area dell’Emilia Romagna, dal parmense al ferrarese comprendendo anche la bassa modenese e reggiana, non ha lasciato scampo nelle campagne dove i produttori sono in pieno periodo di raccolta.
È per questo motivo che Coldiretti Emilia Romagna si è immediatamente attivata per chiedere lo stato di calamità naturale .
Dai primi rilevamenti i danni vanno dal 50 al 100 per cento delle colture. I danni principali riguardano le pere, in pieno periodo di raccolta, ma anche a uva, mele e cocomeri In provincia di Modena sotto la grandine sono finiti i comuni di Concordia, San Possidonio, Mirandola, Massa Finalese, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Camposanto, Novi, Sorbara. A Reggio Emilia devastate la campagne di Novellara, Luzzara, Boretto, Guastalla, Rolo.
Pere e mele, in piena maturazione in questo periodo, sono i frutteti più colpiti, con danni che superano il 60% e in maggioranza si avvicinerà al 100%. Ne risentirà in modo particolare – ha commentato Coldiretti Emilia Romagna – la produzione di pere di cui Modena e Ferrara sono i maggiori produttori in Italia. Pesantissima anche la situazione dei vigneti a Modena e Reggio Emilia: dove ha colpito il maltempo i viticoltori vedono svanire il raccolto di quella che si presentava come una grande annata, sia in qualità che in quantità. Nel reggiano si è letteralmente perso l’ultimo raccolto delle angurie e sono stati praticamente annullati i raccolti di mais, pomodori, uva.
Anche se è ancora presto fare una prima reale stima dei danni – commenta Coldiretti regionale – siamo di fronte a perdite, tra mancati raccolti e danni alle strutture, di diversi milioni di danni e ci sono tutte le premesse per chiedere lo stato di calamità.

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