Lunedì 05 Dicembre 2016 | 19:30

L'ALBERO DELLA VITA "BY NIGHT" MERAVIGLIA DELL'EXPO

4 milioni di visitatori attesi fino al 31 ottobre


Se andate all'Expo e fate delle foto o delle riprese tv, tutti capiranno che siete proprio lì solo vedendo l'Albero della Vita, il vero simbolo, la vera meraviglia dell'Esposizione Universale. All'incrocio tra le due strade, Cardo e Decumano, nomi che non ricorda nessuno (tutti dicono: la parte del Padiglione Italia e la zona dei paesi stranieri), troneggia l'Albero della Vita, che di giorno si rivela una spettacolare creatura architettonica e che "by night" diventa una magia di suoni e colori, l'autentica meraviglia dell'Expo: e si erge al centro di Lake Arena, uno specchio d’acqua accompagnato da panchine mobili, il maggiore spazio open air di tutta l'area.
37 metri di altezza, in un intreccio di legno e acciaio, realizzata dal Consorzio “Orgoglio Brescia”, la struttura dell’Albero della Vita affonda le radici in uno dei periodi artistici più fervidi dell’arte italiana, il Rinascimento. Ad inizio del XVI secolo, Michelangelo Buonarroti risistemava Piazza del Campidoglio a Roma su incarico papale, donandole una nuova forma e prevedendo una pavimentazione che eliminasse lo sterrato esistente. Proprio per questo pavimento, Michelangelo concepì e disegnò una struttura complessa e simbolica che, partendo da un disegno a losanghe, culmina in una stella a dodici punte indicante le costellazioni.
Proprio da questo disegno michelangiolesco, Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia ha mutuato la forma dell’Albero della Vita in una grandiosa costruzione a metà tra monumento, scultura, installazione, edificio e opera d’arte. Ecco: un'opera d'arte. Che potrebbe rimanere anche quando l'Expo chiuderà i battenti e l'area diventerà chissà cosa, in una ambitissima lottizzazione immobiliare. E se l'Albero della Vita diventasse la Torre Eiffel (anch'essa costruita per una Esposizione Universale) del Terzo Millennio?

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