Venerdì 09 Dicembre 2016 | 16:24

TFR IN BUSTA, CONTRARI SIA LE IMPRESE SIA I LAVORATORI

A Modena, l’idea del Governo Renzi di anticipare metà Tfr in busta paga non piace


In base alla prima bozza del provvedimento, il lavoratore che lo volesse potrebbe chiedere l’anticipo di metà del Trattamento di fine rapporto spettantegli all’impresa; questa riceverebbe il denaro dalle banche, sulla base di un accordo tra Governo e Abi, l’associazione degli istituti di credito. Ma qui si apre il punto interrogativo sui tassi d’interesse a cui sarebbe soggetta tale erogazione di denaro.
Come detto, però, a sparare contro l’anticipo del Tfr in busta paga sono anche coloro che tale anticipo lo riceverebbero in tasca, ovvero i lavoratori. In una nota diffusa oggi, la Cgil di Modena attacca il provvedimento: “sottrarre il Tfr ai fondi pensione, infatti – secondo il sindacato –, assesterebbe un duro colpo alla tenuta della previdenza integrativa”. E poi c’è il problema della tassazione: stando alla bozza della legge di stabilità, infatti, l’anticipo del Trattamento di fine rapporto sarebbe assoggettato alla tassazione ordinaria del 30%, anziché a quella separata del 23%. Se così fosse – lamenta la Cgil modenese – l’unico a guadagnarci davvero sarebbe l’Erario.

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