Domenica 04 Dicembre 2016 | 11:13

MODENA: CARCERE APERTO CHIUDE DIALOGO CON DIREZIONE

Non si placa la violenza nel carcere Sant'Anna di Modena. Il personale di Polizia penitenziaria teme per la propria sicurezza e chiede maggiore tutela da parte della direzione

MODENA: CARCERE APERTO CHIUDE DIALOGO CON DIREZIONE

Una situazione che sembra essere sempre più fuori controllo nel penitenziario modenese Sant'Anna. Dopo gli episodi di questa estate, che hanno provocato la reazione immediata del personale di sicurezza del carcere, sabato mattina si è verificato un altro caso di rivolta nei confronti delle guardie. Nel reparto dei detenuti protetti un recluso di origine nigeriana, durante la distribuzione del pasto, si è scagliato contro il personale, che ha tentato di bloccarlo. Quattro gli agenti rimasti contusi, con ferite giudicate guaribili in 4/5 giorni. “Il detenuto era diventato ingestibile – ha fatto sapere in una nota Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato autonomo della Polizia penitenziaria) -, nonostante i continui interventi della polizia penitenziaria, per tentare di riportarlo alla calma”. Gli altri detenuti hanno subito dopo inscenato una violenta protesta nella sezione, arrivando a lanciare sgabelli contro il personale di polizia penitenziaria. “Riteniamo che debbano essere assunti seri provvedimenti – si fa sapere dal Sappe - a cominciare dalla chiusura in cella dei detenuti, visto che non meritano il regime aperto. Il personale di polizia penitenziaria è ormai stanco di prendere botte tutti i giorni, visto che è costretto a combattere a mani nude, una quotidiana battaglia con gente violenta”. Secondo il sindacato, questo caos è da ricollegare al sistema del regime aperto introdotto dai vertici del Sant’Anna: in sostanza, nel carcere modenese, le celle restano aperte per otto ore al giorno e per il Sappe questo regime sarebbe all’origine dei problemi. Una visione già respinta dal garante regionale dei detenuti, mentre aumenta la tensione tra la direzione del carcere e i sindacati. Questi ultimi hanno annunciato provvedimenti e una grande manifestazione davanti all’ingresso del carcere prevista proprio per settembre.

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