Martedì 06 Dicembre 2016 | 18:55

FURTO GUERCINO, DUE PISTE IN INGHILTERRA E FRANCIA

Furto del Guercino: un anno fa il clamoroso colpo nella chiesa di San Vincenzo. Ora, le indagini per il ritrovamento dell’opera registrano un’importante svolta

FURTO GUERCINO, DUE PISTE IN INGHILTERRA E FRANCIA

Il quadro del Guercino rubato un anno fa dalla chiesa di San Vincenzo a Modena potrebbe aver preso la strada di Francia o Inghilterra. Spuntano due piste nelle indagini svolte dal Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri di Bologna. Ed entrambe portano all’estero. La notizia arriva direttamente dalla Procura di Modena che coordina l’intera inchiesta. Gli inquirenti hanno concentrato il loro raggio d’azione attorno a quattro persone, individuate tra quelle che ruotavano intorno alla tela raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, opera dal valore inestimabile. Esaminando i tabulati telefonici di queste persone – non è chiaro di chi si tratti, ma i PM escludono dal novero i fedeli che frequentavano la chiesa di corso Canalgrande – sono emersi, nei giorni successivi al furto del quadro, contatti con Francia e Inghilterra. Gli inquirenti ritengono che il quadro sia invendibile in Italia e tra i possibili acquirenti prende quota l’ipotesi che si tratti di giovani appartenenti a ricche famiglie arabe, immigrati in Europa di seconda generazione e amanti dell’arte. Viene ritenuto possibile che chi si trova in possesso dell’opera la tenga ferma, per poi chiedere un riscatto trascorso un anno o due dal colpo. Era il 13 agosto dell’anno scorso quando don Gianni Gherari, parroco della chiesa di San Vincenzo, scoprì il furto della tela del Guercino. Dato il valore inestimabile dell’opera, la notizia fece in breve il giro del mondo. E non mancarono le polemiche per l’assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza all’interno della chiesa. A complicare le indagini, in questo anno, è stata proprio l’assenza di immagini video da poter esaminare. Fin da subito si apparso chiaro che si trattava di un furto su commissione messo in pratica da un’organizzazione strutturata e che il quadro poteva esser stato venduto all’estero. Ora arrivano le prime conferme in questo senso. Ad un anno di distanza dal colpo, è la prima svolta nell’inchiesta. Il ritrovamento del Guercino, oggi, è un passo più vicino.

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