Domenica 11 Dicembre 2016 | 12:48

CASO ANTINORI, ANCHE DONNE ITALIANE DONANO OVULI

Alcune dichiarazioni di un'infermiera dipendente di Antinori gettano benzina sul fuoco "Operava in condizioni igieniche al limite della decenza"

CASO ANTINORI, ANCHE DONNE ITALIANE DONANO OVULI

Tra i nomi delle ventitré donne donatrici di ovuli operate presso la clinica Matris di Severino Antinori figurano anche alcune giovani italiane. In un primo momento si pensava infatti che il traffico di ovuli destinati a fecondazione eterologa, avesse coinvolto donne provenienti da altri paesi, in gran parte Cuba, Romania ed Albania. I dati sono ancora piuttosto confusionari. I fascicoli testimoniano come spesso sia mancante il comune di nascita o come altre volte a essere omesso sia quello di residenza. Mancanza dovuta, stando agli inquirenti, alla scarsa trasparenza di Antinori sulla provenienza delle donatrici, in netto contrasto con la legge che prevede in questi casi un'accurata chiarezza in merito all'identità delle donne che decidono di donare i propri ovuli. Per ora è stata accertato che tra le 23 ragazze figurano una nativa di Bari e un'altra di Messina. Severino Antinori è stato arrestato la settimana scorsa per "rapina aggravata" e "lesioni personali aggravate". Il medico, famoso per le sue posizioni a favore della fecondazione eterologa e della clonazione, avrebbe infatti prelevato alcuni ovuli ad una infermiera da lui dipendente con la forza. Gli scenari sono ancora aperti. Su Severino, attualmente ai domiciliari, piovono ogni giorno accuse sempre più pesanti. Oggi, a gettare benzina sul fuoco, sono state le dichiarazioni di un'infermiera professionista dipendente di Antinori presso la clinic Matris: il medico avrebbe operato in condizioni igieniche oltre il limite della decenza, addirittura fumando durante le operazioni di asportazione degli ovuli. 

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