Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 21:10

COMMISSIONE UE STOPPA RENZI: TASSA SULLA CASA RIMANE

A pochi giorni dall'uscita del presidente del Consiglio Matteo Renzi che annunciava l'abolizione della tassa sulla prima casa, arriva lo stop del vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis. Non è una priorità – sostiene Dombrovskis – che precisa: per rinforzare la ripresa serve piuttosto un taglio delle imposte sul lavoro.

COMMISSIONE UE STOPPA RENZI: TASSA SULLA CASA RIMANE

Tagliare le tasse sulla casa non è una priorità utile a sostenere la fragile ripresa dell'Italia. A dichiararlo è il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, a pochi giorni dall'annuncio del presidente del Consiglio Matteo Renzi che invece prometteva l'abolizione dell'imposta. Piuttosto, precisa il vicepresidente della Commissione Ue, se l'intenzione è quella di rilanciare la crescita è preferibile intervenire sulle tasse sul lavoro. Ridurre la pressione fiscale sul lavoro è un'indicazione per altro già presente nelle raccomandazioni economiche che l'Europa ha da tempo trasmesso all'Italia, ha messo in chiaro Dombrovskis. Bruxelles rinnova quindi l'invito all'Italia a seguire il Programma di stabilità già delineato con il Def. Lo stesso Programma che prevede il pareggio di bilancio entro e non oltre il 2018. Toccare altre voci di bilancio, proprio come la Tasi, non è nei programmi Ue né nei margini di manovra del premier. Oltretutto, spiega Dombrovskis, l'Italia sta già beneficando della flessibilità nel patto di Stabilità, avendo ottenuto un aggiustamento di bilancio più lento, perciò è importante che non si devii da questo percorso. Matteo Renzi non ci sta: impegnato tutt'ora nell'operazione di rigenerazione del Pd, dopo le importanti defezioni degli ultimi mesi, non ha intenzione di mollare. Il Pd non è più il partito delle tasse, dichiara il segretario-premier, rimarcando la capacità della nuova sinistra di saper tagliare le tasse senza tagliare i servizi. Insomma, proverbialmente, salvare capre e cavoli. Ma se le dichiarazioni possono avere una qualche suggestione sull'elettorato quel che conta nei fatti sono infine gli accordi sottoscritti e difficilmente rinegoziabili. Il processo delle raccomandazioni – chiude la faccenda il vicepresidente della Commissione Ue - è stato concluso meno di due settimane fa.

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