Giovedì 08 Dicembre 2016 | 12:56

IL PAPA A SARAJEVO: DIVENTIAMO COSTRUTTORI DI PACE

La messa allo stadio davanti a 65mila persone

IL PAPA A SARAJEVO: DIVENTIAMO COSTRUTTORI DI PACE

A vent’anni dalla fine della guerra dei Balcani, Papa Francesco visita Sarajevo, città simbolo del conflitto di cui ancora oggi porta le ferite. “Sono venuto come pellegrino di pace e di dialogo”, ha detto presentandosi alla popolazione, 18 anni dopo la storica visita di san Giovanni Paolo II, avvenuta a meno di due anni dalla firma degli Accordi di Pace. L’aereo del pontefice è atterrato all'aeroporto alle 9, sotto la stretta sorveglianza degli elicotteri militari. Dopo l'incontro con le autorità il papa ha celebrato la messa nello stadio della città davanti a 65mila persone. Durante l’omelia ha parlato dei conflitti nel mondo, afflitto da una “sorta di terza guerra mondiale combattuta a pezzi”, e della necessità di farsi portatori di pace in maniera concreta, artigianale, e non a parole, in particolare in un contesto che ha così tanto sofferto come quello dei Balcani. A Sarajevo, ha infatti ricordato Bergoglio, “sorgono, a breve distanza l'una dall'altra, sinagoghe, chiese e moschee, tanto che la città ricevette l'appellativo di Gerusalemme d'Europa”. “Essa - ha proseguito - rappresenta dunque un crocevia di culture, nazioni e religioni, e tale ruolo richiede di costruire sempre nuovi ponti e di curare e restaurare quelli esistenti”. Per questo, ha concluso, è necessario “guardare alle differenze come possibilità di crescita nel rispetto di tutti” e “passare da una cultura dello scontro, della guerra, a una cultura dell'incontro”.

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