Sabato 10 Dicembre 2016 | 00:09

Regionali, antimafia: caos nel pd sugli impresentabili

17 i nomi nell'elenco

Regionali, antimafia: caos nel pd sugli impresentabili

Già ieri il premier Matteo Renzi lo aveva definito un "dibattito irreale", ma oggi scoppia una vera e propria bufera sulla pubblicazione dei nomi dei 17 candidati alle elezioni regionali indicati come impresentabili dalla Commissione antimafia, presieduta da Rosy Bindi, perché non rispondenti ai requisiti fissati dal Codice etico che tutti i partiti si erano impegnati a rispettare. Nell'elenco, tra gli altri, c'è anche il nome di Vincenzo De Luca, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Campania. Tra i Democratici si apre allora quella che sembra una faida tra correnti, tra i senior lasciati ai margini del partito da Renzi e la maggioranza. Lo stesso De Luca presenterà una denuncia contro la Bindi. A schierarsi contro anche Matteo Orfini, che parla di processi in piazza. Rincara la dose il segretario della Commissione Antimafia e presidente dei deputati Socialisti Marco Di Lello, che segnala come sulla decisione non vi sia stata alcuna condivisione e che la stessa Rosy Bindi ha fatto tutto da sola. La lista nera scatena poi le ire del renziano Ernesto Carbone che su Twitter spara a zero: "Bindi – scrive - sta violando la Costituzione, allucinante che si pieghi la Commissione antimafia a vendette interne di corrente partitica". La Bindi, da parte sua, si sfila dalla querelle, dicendosi contenta di votare in Toscana, Regione in cui non è emerso nessun nome. A difenderla un altro esponente della vecchia guarda, l'ex segretario Pier Luigi Bersani che afferma: "La presidente applica un codice condiviso".

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