Giovedì 08 Dicembre 2016 | 12:54

TRAGEDIA DI RAVENNA: PROBABILE UN COLPO DI SONNO

La stanchezza dopo una notte in bianco. Si presume sia questa la causa della tragedia di ferragosto al casello di Cotignola nel ravennate dove hanno perso la vita due modenesi. Il 21 enne conducente dell’Audi che ha travolto la Punto non ricorda nulla dell’incidente.

TRAGEDIA DI RAVENNA: PROBABILE UN COLPO DI SONNO

Un colpo di sonno. Sembrerebbe questa la causa della tragedia di ferragosto nel ravennate al casello dell’A14 bis di Cotignola. Un momento di assenza e il conducente dell’Audi avrebbe perso il controllo travolgendo la Punto della famiglia modenese che terminate le ferie, stava tornando in città. Dopo gli esiti negativi dell’alcool test, anche gli esami tossicologici sembrerebbero negativi. Era probabilmente pulito il 21 enne conducente dell’A3 che andando a sbattere sulla barriera che divide i caselli di entrata e uscita dell’autostrada è finito poi sulla Fiat della famiglia modenese, dove hanno perso la vita Andrea Giunta, 56enne originario di Caltanissetta e residente in città, e il figlio di 19 anni, Michele. Rimangono gravi invece le condizioni della madre, 55enne, originaria di Avellino. La donna, ricoverata all’Ospedale Buffalini di Cesena, fortunatamente è stata però dichiarata fuori pericolo di vita. Il Pm della Procura di Ravenna, Antonio Vincenzo Bartolozzi, ha aperto un'indagine per duplice omicidio colposo e nelle ultime ore si sta facendo sempre più probabile come causa del terribile incidente, il colpo di sonno. Il 21 enne di Macerata, assieme a un amico infatti era reduce da una notte in bianco, passata prima in una discoteca di Rimini e poi a Mirabilandia. Dal video si vede la vettura con i due ragazzi a bordo andare dritta verso la barriera di cemento, senza tentativi frenata o sterzata. Forse il giovane che viaggiava tra i 130 e 150 all’ora aveva azionato il “cruise control” per mantenere la velocità e con questo dispositivo senza toccare il freno l’auto non si ferma. Il conducente subito dopo la tragedia ha spiegato di non ricordare nulla dell’impatto con la barriera, ma solo il momento del viaggio e gli istanti subito dopo lo schianto.

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