Venerdì 09 Dicembre 2016 | 16:22

Cpl, tavolo in Regione: commissariamento sia tempestivo

Questa mattina un vertice tra Regione, azienda, sindacati e sindaci della Bassa

Cpl, tavolo in Regione: commissariamento sia tempestivo

Non sono mancate discussioni e diversi punti di vista sulla legge approvata ieri in Regione

“Si proceda in tempi rapidi a commissariare gli appalti pubblici della Cpl Concordia, oppure quei contratti verranno stracciati e i 1.800 lavoratori della cooperativa rischieranno di perdere il posto. Insomma, fate presto”. Questo l’appello che si leva dal Palazzo della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, dove questa mattina l’assessore alle Attività produttive Palma Costi ha incontrato i nuovi vertici dell’azienda, affiancati dai sindacati e dai sindaci dei Comuni dell’Area Nord. Giovedì scorso, il prefetto di Modena, Michele Di Bari, e il presidente dell’Autorità nazionale Anti-corruzione, Raffaele Cantone, hanno concordato il commissariamento di tutti gli appalti pubblici che fanno capo alla Cpl, in base all’ormai noto decreto 90 del 2014. E’, questa, l’unica via possibile per consentire il re-inserimento nella white list della cooperativa, finita al centro dell’inchiesta per corruzione legata ai lavori di metanizzazione dell’isola di Ischia. Per procedere al commissariamento, così come è stato pensato, peraltro, sono necessari alcuni passaggi tecnici: il provvedimento dovrebbe divenire operativo entro la fine di questa settimana. Ma intanto dalla Regione si tiene alto il livello di guardia. “Per garantire la continuità aziendale si auspica la tempestiva nomina dei commissari e l’estensione dei poteri di tale organo a tutte le imprese del gruppo Cpl", si legge nel verbale sottoscritto oggi a Bologna, dove si è anche formalmente costituito un tavolo per la gestione della crisi. Al momento l’azienda conta 1.970 appalti, dei quali circa il 75% è stato sottoscritto con la Pubblica amministrazione. Il passaggio del commissariamento, insomma, è più che mai delicato. Dalla Regione, intanto, si sollecita anche il Ministero del Lavoro ad attivarsi per individuare gli ammortizzatori sociali più idonei a tutela dei lavoratori. La cooperativa nei giorni scorsi aveva già segnalato la cassa integrazione ordinaria per 120 addetti, ma appunto senza certificazione antimafia si può salire a un migliaio e oltre.

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