Martedì 06 Dicembre 2016 | 13:09

Scomparsi dall'Appennino i raccoglitori per abiti sequestrati

Restano solo quelli dell'Unione Ciechi in possesso di tutte le autorizzazioni

Scomparsi dall'Appennino i raccoglitori per abiti sequestrati

In montagna non si trova più un solo raccoglitore per abiti usati giallo, di quelli posti sotto sequestro nelle settimane scorse dalla Forestale. Le operazioni di rimozione si sono appena concluse, e in alcuni punti resta ancora il nastro bianco e rosso che ne disponeva il divieto di utilizzo. Rimangono solo quelli bianchi dell'Unione Italiana Ciechi, che sono risultati in regola con tutte le disposizioni di legge. La Procura infatti ha contestato alla ditta reggiana che aveva collocato una quarantina di raccoglitori da Serramazzoni a Fiumalbo, la mancanza di idonea convenzione e quindi l'occupazione abusiva. Di qui il ritiro urgente, che ha suscitato comprensibilmente reazioni opposte. Da una parte, l'Unione Ciechi ha espresso soddisfazione per l'eliminazione di una sorta di concorrenza sleale. Dall'altra, i responsabili della ditta reggiana si sono detti amareggiati a fronte di 14 anni di presenza in Appennino durante i quali hanno sempre garantito il servizio anche in punti difficili da raggiungere, dove le spese di trasporto sono molto elevate. La società ha sottolineato di essere stata in possesso di regolare convenzione sotto la gestione Meta, ma di non essere riuscita ad avere il rinnovo dopo il passaggio a Hera. Adesso l'auspicio è di ottenere presto il dissequestro per sottoporre nuova istanza e tornare sul territorio montano, dove pare che diversi Comuni si siano lamentati per la mancanza ora del servizio di raccolta specifico.

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