Sabato 03 Dicembre 2016 | 05:39

Cpl, Casari: no ai domiciliari, resta in carcere

Il Gip di Modena Andrea Romito ha respinto la richiesta di arresti domiciliari

Cpl, Casari: no ai domiciliari, resta in carcere

Roberto Casari resta in carcere. Il Gip di Modena Andrea Romito ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai difensori dell’ex presidente della Cpl Concordia, che da lunedì scorso è al Sant’Anna dopo oltre 40 giorni trascorsi in cella a Poggioreale, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate dalla cooperativa per aggiudicarsi i lavori di metanizzazione dell’isola di Ischia. Nell’interrogatorio tenuto martedì davanti al Gip Casari ha fatto scena muta e la prossima settimana potrebbe essere convocato dai pubblici ministeri che indagano sul caso. A differenza sua, gli ex dirigenti della Cpl che hanno accettato di collaborare con gli inquirenti, sono usciti di prigione: a Maurizio Rinadi e Nicola Verrini sono stati concessi i domiciliari, mentre l’ex braccio destro del presidente, Francesco Simone, è addirittura stato rimesso in libertà, seppur con obbligo di dimore nella sua abitazione romana. Intanto, oggi è il giorno delle reazioni soddisfatte di istituzioni e sindacati, dopo che ieri dal presidente dell’Autorità nazionale Anti-mafia è arrivato il via libera al commissariamento degli appalti pubblici detenuti dalla Cpl. Unico viatico possibile perché la cooperativa possa essere riammessa nella white list e, dunque, per salvare i 1.800 posti di lavoro che la stessa azienda conta. Applaudono i sindaci dell’Area Nord e la Cisl, che proprio per questa soluzione fin da subito avevano spinto. Ma la situazione resta di allarme. In una nota la Cna sottolinea come il caos che ha investito la Cpl stia mettendo a rischio un’intera filiera, che coinvolge mille imprese fornitrici e 4mila lavoratori.

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