Sabato 03 Dicembre 2016 | 05:38

Landi non si dimette: la Fondazione mi valuti

Diffusa una dichiarazione ufficiale

Landi non si dimette: la Fondazione mi valuti

Andrea Landi resta in sella alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Ma i pochi mesi che lo separano da qui alla fine del suo secondo mandato, in scadenza in autunno, si annunciano tutt’altro che sereni. La profonda spaccatura interna a Palazzo Montecuccoli, emersa nelle ultime ore, lascia il segno. Ed è lo stesso Landi a sottolinearlo in una dichiarazione ufficiale alla stampa diffusa questo pomeriggio, parlando di “grave danno di immagine” per l’ente. Dopo la convulsa giornata di ieri, che lo ha visto finire in minoranza nel consiglio di amministrazione, Landi sembrava vicino alle dimissioni. Dimissioni che, alla fine, non sono arrivate. Oggi il presidente riconosce comunque una “prospettiva di incertezza nel governo della Fondazione che sottoporrà alla valutazione degli Organi di Governo, con l’intento di ricercare soluzioni adeguate ed equilibrate nell’interesse dell’ente”.
La frattura interna a Palazzo Montecuccoli si è consumata sul nome modenese da candidare per il prossimo cda di Unicredit. Una nomina che formalmente sarà espressa da Carimonte Holding, la società a metà tra Modena e Bologna che è il mezzo attraverso il quale si detengono la partecipazioni strategiche in Unicredit. Nel cda di ieri, Landi puntava sulla riconferma di Vincenzo Calandra, 69 anni, attuale vicepresidente dell’istituto milanese. Comune e mondo cooperativo, invece, sostenevano Domenico Livio Trombone, 55 anni, commercialista vicino al Partito Democratico. In tarda serata, un compromesso in extremis ha stabilito che sarà Cesare Bisoni, 60 anni, docente dell’Università di Modena e soprattutto già sindaco revisore in Unicredit, a rappresentare Carimonte Holding nel Consiglio di amministrazione della stessa banca.
Un nome sul quale Landi, anche oggi, esprime particolare apprezzamento. E che secondo lui rivela la pretestuosità del fronte a lui contrario, che invocava un rinnovamento delle cariche. Intanto, le voci nei palazzi continuano a circolare spedite e vengono offerte altre chiavi di lettura. I maligni, ad esempio, sussurrano che nel piano di Landi non ci sia nulla lasciato al caso. Si dice che il presidente voglia rimanere al suo posto, nonostante tutto, anche perché in lizza per un incarico nazionale considerato di peso.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Tv Qui

Caratteri rimanenti: 400

i più letti

Ti potrebbe interessare anche