Lunedì 05 Dicembre 2016 | 19:35

I soci di Cpl insorgono: “Non lavoriamo in modo illegale”

Prese le distanze dai vertici in carcere per il metadonotto di Ischia

I soci di Cpl insorgono: “Non lavoriamo in modo illegale”

A distanza di due settimane dagli arresti dell’ex presidente di Cpl Concordia Roberto Casari, del direttore finanziario Maurizio Rinaldi e degli altri dirigenti della cooperativa della Bassa da parte dei magistrati napoletani che indagano sulla metanizzazione dell’isola di Ischia, un corposo gruppo di soci ha inviato una lettera aperta agli organi di stampa. I soci, dopo due settimane di macchina del fango, hanno voluto in tale modo ringraziare tutti quelli che hanno dimostrato pubblicamente o direttamente solidarietà nei loro confronti, che hanno sottolineato la qualità dei servizi che l’azienda offre e la capacità tecnica e produttiva. Fiducia e stima – si legge nella lettera aperta - ci sono state manifestate da amministratori pubblici, associazioni, lavoratori, fornitori, clienti e cittadini i quali rifiutano l’idea che Cpl Concordia venga dipinta come un’azienda che opera in modo illegale. Anche noi non ci stiamo e non possiamo restare a guardare. Siamo 1800 persone che oggi, senza colpa alcuna, vedono infangata la propria dignità e reputazione e temono per il proprio futuro. Chiediamo agli organi di informazione di fare il loro lavoro nel rispetto di noi dipendenti e soci e delle nostre famiglie. Permetteteci di continuare a lavorare. Dateci la possibilità di dimostrare ancora una volta, come abbiamo già fatto in occasione del terremoto 2012, che sappiamo reagire con dignità, coraggio e determinazione in questo momento difficile, si legge in chiusura nella lettera dei soci della cooperativa di Concordia.

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