Giovedì 08 Dicembre 2016 | 08:48

Cpl, iniziati gli interrogatori

Davanti al Gip anche l’ex presidente della Cpl, Roberto Casari

Cpl, iniziati gli interrogatori

Ha risposto a tutte le domande e, in ossequio al personaggio, sarebbe stato anche protagonista di alcune battute di spirito, Roberto Casari, interrogato oggi dal Gip di Napoli, Amelia Primavera, nell’ambito dell’inchiesta napoletana sul presunto giro di tangenti per la metanizzazione di Ischia. L’ex presidente della Cpl Concordia, finito agli arresti lunedì insieme ad altre otto persone, è rimasto davanti al giudice per circa un’ora. Al termine dell’interrogatorio i due avvocati che lo difendono, Massimo Vellani di Modena e Alessandro Sena del foro di Torino, hanno presentato istanza per la scarcerazione, ma difficilmente nelle prossime ora otterranno una risposta in merito, anche perché è del tutto probabile che Casari venga risentito nei prossimi giorni, probabilmente dopo Pasqua. Sotto la lente degli inquirenti partenopei, come noto, un presunto sistema di corruzione basato sulla costituzione di fondi neri in Tunisia da parte della cooperativa, con cui retribuire pubblici ufficiali per avere favori nell'aggiudicazione di appalti sull’isola.
Il primo a comparire davanti al Gip, in questo primo giorno di interrogatori di garanzia, è stato in mattinata Giosi Ferrandino, ormai ex sindaco – dimissionario – di Ischia. “Non ho compiuto nessun atto contrario ai miei doveri”, si è difeso Ferrandino, rispondendo colpo su colpo alle domande. A proposito del viaggio in Tunisia che, secondo una intercettazione, gli sarebbe stato pagato dai vertici della Cpl, il politico ha affermato di non avere mai messo piede in vita sua nel Paese nordafricano. Ferrandino ha inoltre sostenuto di avere saputo della consulenza affidata al fratello Massimo dalla cooperativa modenese solo a cose fatte. Quanto alla convenzione con l’hotel Le Querce di Ischia stipulata dalla Cpl, infine, l’ex sindaco ha sostenuto di non essere in alcun modo legato né alla gestione né alla proprietà dell’albergo. Prima di chiedere la scarcerazione, i suoi avvocati difensori vogliono attendere che si concluda il giro di interrogatori, cosicché i giudici possano iniziare ad avere una visione chiara e d’insieme della vicenda sul metano a Ischia

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