Venerdì 09 Dicembre 2016 | 06:45

Unioncamere: nel 2015 il pil Regionale salira’ dell’1,2%

L’economia regionale resta in stagnazione, ma per il 2015 c’è fiducia.

Unioncamere: nel 2015 il pil Regionale salira’ dell’1,2%

Di ripresa, certo, non si può ancora parlare, ma qualche flebile spiraglio di luce filtra per le imprese dell’Emilia-Romagna. Il Rapporto sull’industria manifatturiera realizzato da Unioncamere, Confindustria e Intesa Sanpaolo dice che nel 2015 il Pil della nostra regione crescerà dell’1,2%: nonostante i finanziamenti dalle banche restino per molte aziende una chimera, per i prossimi mesi si confida in una nuova stagione di investimenti e in una ripartenza dei consumi. Nel giorno in cui, a livello nazionale, l’Istat ha riacceso la campanella d’allarme, con una nuova risalita a febbraio del tasso di disoccupazione, da Bologna arrivano, insomma, indicazioni contrastanti. Si tratta, peraltro, va detto, di mere stime, previsioni, mentre quelli dell’Istituto nazionale di statistica sono numeri certi. Ma tant’è. E questo per quanto riguarda il 2015.
Quanto al recentissimo passato, invece, la manifattura dell’Emilia-Romagna ha chiuso il 2014 contenendo le perdite. Secondo Unioncamere, le imprese hanno scontato un calo di fatturato e produzione rispettivamente del -0,7 e -0,6% rispetto al 2013: flessioni contenute, nel complesso. Il confronto con gli anni pre-crisi, tuttavia, è impietoso. Nel confronto con il 2007 i ricavi risultano oggi più bassi di 19 punti percentuali. E il declino è andato di pari passo con la chiusura dei rubinetti da parte delle banche. Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, i finanziamenti alle imprese manifatturiere dalla regione sono scesi del 2,4%. In provincia di Modena dell’1,5%.
Come siamo abituati a vedere negli ultimi anni, l’unica nota veramente positiva arriva alla voce export. Nel 2014 le vendite oltreconfine partite dalla via Emilia sono lievitate del 4,2%, un tasso superiore al valore nazionale, ma anche a quello di Lombardia e Veneto. Non si scappa: nel mondo globalizzato il futuro è di chi esporta. Ma prima o poi dovremo pensare anche al fronte interno.

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