Giovedì 08 Dicembre 2016 | 17:01

Chiesa di Disvetro, timori sulla ricostruzione

Incarico ad architetto ferrarese, Venturini: restauro conservativo

Chiesa di Disvetro, timori sulla ricostruzione
CAVEZZO - «Sono passati oltre due mesi da quando, a seguito della replica ad un articolo apparso su Modena Qui il 19 febbraio scorso, chiedevamo all’Ufficio Stampa della Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali notizie più precise sul progetto di recupero della chiesa della nostra frazione di Disvetro». A parlare è Stefano Venturini, candidato sindaco della lista civica Rinascita Cavezzese. «Quello che abbiamo saputo, scavando sul web visto che all’interrogazione comunale non hanno ancora risposto, è che l’incarico di progettazione è stato affidato a un architetto di Ferrara (l’architetto Barbara Pazi ndr) insieme a un professore dello Iuav Università di Venezia per un totale di 50mila euro; peraltro il progetto vero e proprio, con costi, tempistiche e modalità di realizzazione non appare da nessuna parte: insomma, vorremmo essere smentiti, ma non c’è». Intanto di cose ne sono successe alla Soprintendenza Regionale. L’architetto Carla Di Francesco è stata indagata dalla Procura di Bologna per abuso di ufficio in base all’affidamento di 18 incarichi di restauro di immobili di pregio nel post-sisma al proprio compagno; inoltre è stata resa nota negli ultimi giorni la notifica al Ministero dei Beni Culturali e alla Corte dei Conti riguardo alla verifica effettuata nel luglio scorso dalla Ragioneria generale dello Stato, dove sono emerse irregolarità, come la “sistematica omessa comunicazione all’anagrafe delle prestazioni degli incarichi conferiti” o come l’affidamento dell’appalto in 5 lotti senza gara alla stessa impresa per il restauro del Duomo di Modena; o ancora l’utilizzo di fondi assegnati per il sisma per un importo di 68mila euro per l’acquisto di materiale informatico ad alte prestazioni, in parte inutilizzato. A Disvetro di Cavezzo ci si chiede che aspetto avrebbe la chiesa di San Giovanni Battista dopo il recupero. Stanti infatti le condizioni delle macerie, travi di legno, mattoni e intonaci letteralmente tritati e quindi inutilizzabili, e la mancanza di un riferimento certo come un progetto, ci si può solo affidare all’immaginazione, magari rivestendola delle sembianze di un progetto già eseguito dall’architetto Pazi: quello del recupero della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Massenzatica, frazione di Mesola (nella foto). «Certamente quando l’Ufficio Stampa della Di Francesco difendeva a spada tratta la condivisione delle scelte con i nostri cittadini, non pensavamo di ritrovarci poi con una soluzione di questo tipo - incalza Venturini commentando la foto -. Una soluzione del costo di 880mila euro che non ha niente di conservativo, che fa pensare piuttosto alla celebrazione dell’idea del progettista».

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