Domenica 04 Dicembre 2016 | 23:19

«Padre Dall’Oglio è prigioniero con le due italiane»

Il gesuita rapito sarebbe nelle mani di jihadisti iracheni. Lo dice l’intellettuale siriano Michel Kilo. Nella stessa prigione si troverebbero le cooperanti Greta e Vanessa

«Padre Dall’Oglio è prigioniero con le due italiane»

Viviano all’uscita dalla Procura

ERBIL - «Padre Paolo Dall’Oglio è vivo e sta bene. Si trova in una prigione posta nelle vicinanze della cittadina siriana di Raqqa e controllata da militanti iracheni dello Stato Islamico. Nelle stessa prigione potrebbero trovarsi altri ostaggi occidentali, tra cui le due cooperanti italiane rapite di recente». Lo sostiene il 74enne Michel Kilo, noto intellettuale damasceno che dai primi anni Settanta è una delle voci più forti tra le opposizioni di sinistra alla dittatura siriana. Cristiano, ex militante comunista, poi laico e liberale, arrestato più volte dalla polizia segreta del regime, Kilo dal 2011 sta spesso a Parigi e sostiene le ragioni delle rivolte, ma critica duramente i gruppi jihadisti. Ci parla per telefono, dopo che per diversi giorni ha intrattenuto contatti in Turchia con dirigenti e militanti delle brigate di siriani ribelli che operano nelle regioni frontaliere. Le sue dichiarazioni riguardo al gesuita italiano, sparito nella Siria settentrionale dal 29 luglio 2013, contraddicono le voci, ripetute più volte da allora tra i gruppi dell’opposizione al regime anche nella zona di Raqqa, che questi fosse stato assassinato poche ore dopo il rapimento.

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