Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:33

Da clandestino ad amministratore: storia di un’integrazione. Vera

Da clandestino ad amministratore: storia di un’integrazione. Vera

Youssef Salmi (secondo da sinistra) da clandestino ad assessore

«Ora vi racconto di quand’ero un clandestino. Sì, perché fino a qualche anno fa lo ero. Molto prima di diventare assessore». Ha esordito con queste parole Youssef Salmi, alla Sala Civica Ferraresi di Novi, nel corso dell’incontro organizzato dal gruppo Rinnoviamo, intitolata ‘Oltre il confine’. Quella di Salmi, oggi assessore all’associazionismo, volontariato e giovani del Comune di Novellara, è una storia di integrazione vera: alla platea novese, trascinata dalla sua verve, ha narrato aneddoti e peripezie della sua biografia, da clandestino entrato in Italia attraverso la Francia ad assessore, appunto. Durante l’incontro si è composto un mosaico sociale di tanti tasselli, variegati ma uniti da un unico obiettivo: la ricerca del dialogo e di una soluzione che porti alla convivenza pacifica tra le varie razze nelle nostre città. Non solo, però. La valorizzazione degli stranieri che vivono sul nostro territorio, consapevoli che fra questi si celano talenti che un domani potranno venire alla luce, se adeguatamente incoraggiati ed integrati. Questione che a Novi è sentita da tempo, per via della barbara uccisione di Begam Shahnaz per mano del marito Kahn Butt, in via Bigi Veles e per l’alta percentuale di immigrati, oltre il 17%, presenti nella piccola cittadina. Ebbene, una buona fetta di quegli stranieri martedì sera era presente alla serata alla Sala Civica Ferraresi, cui hanno aderito circa cinquanta persone, gran parte delle quali di origine pakistana. Uomini, certo, ma anche molte donne avvolte nell’abito tradizionale e famiglie intere. E non sono mancati casi concreti in un cui l’integrazione non è solo una parola. Attraverso Paolo Santachiara, assessore alla Cultura del Comune di Novellara è stata mostrata l’esperienza virtuosa del Comune reggiano, esempio felice di integrazione in cui si organizzano e si condividono più momenti conviviali cui partecipano italiani e stranieri in un mèlange sia compatto che contemporaneamente rispettoso dell’identità di ogni singola razza. Don Ivano Zanoni della Parrocchia di Novi ha posto in evidenza come la nostra origine di migranti dovrebbe renderci ancor più consapevoli del dovere di apertura verso gli stranieri, valore che domina il doposcuola, frequentato da giovani italiani e non. Cecile Kyenge Kashetu, consigliere provinciale e responsabile immigrazione Pd Emilia Romagna ha illustrato il suo percorso di studentessa in Italia fino all’attuale ruolo politico. Serena Arbizzi

Commenti

Condividi le tue opinioni su Tv Qui

Caratteri rimanenti: 400

i più letti

Ti potrebbe interessare anche