Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 21:14

Montanari: «Non finisce qui»

Montanari: «Non finisce qui»

Microscopio, Montanari annuncia una causa

Il microscopio è pronto a partire e la Nanodiagnostics, il centro di ricerca di Stefano Montanari e dalla dottoressa Gatti, è pronto a chiudere i battenti. Sono oltre 1000 i casi di malattie da nanoparticelle esaminati fino ad oggi dal laboratorio, che non potrà più proseguire le sue ricerche dopo che il microscopio, di proprietà della Onlus Bortolani di Reggio Emilia, sarà donato all’Università di Urbino, che tuttavia -commenta la dottoressa Gatti -«ad oggi non ha nemmeno nominato un responsabile». La stessa dove insegna il professor Attanasi, «uno dei luminari che ha appoggiato il progetto di inceneritore a biomasse di Schieppe D’Orciano, poi bloccato perché i titolari sono sotto processo penale per frode ai danni dell’Ue». La sensazione è quella che qualcuno per la seconda volta (già nel 2006 Montanari aveva ‘perso’ il microscopio) abbia voluto imbvagliare la ricerca. Una ricerca che ha portato (regolamento approvato a marzo 2009) all’indennizzo dei militari vittime delle sindromi da uranio impoverito. «Le case farmaceutiche, i politici promotori delle grandi opere. Sono tanti i personaggi per cui noi siamo scomodi», afferma Montanari. Che tuttavia annuncia battaglia. «I fondi raccolti erano finalizzati alla mia ricerca, l’Onlus era solo un collettore. A fare causa non sarò io, ma le centinaia di persone che hanno pagato, che chiedono di sapere che fine hanno fatto i loro soldi». Caterina Giusberti

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