Lunedì 05 Dicembre 2016 | 05:22

I LIBRI D’ARTISTA DI PAOLO GUBINELLI IN MOSTRA ALLA POLETTI

Saranno visitabili gratuitamente dal 2 al 30 luglio nelle sale della biblioteca civica d’arte a Palazzo dei Musei di Modena

A Paolo Gubinelli, artista che si rapporta alla poesia nella ricerca del verso come fonte e finalità di creazione, la Biblioteca Poletti dedica una mostra di suoi libri d’arte allestita a Palazzo dei Musei a Modena, in largo Sant’Agostino. L’esposizione, intitolata “Tra se/ogno e poesia.  I libri di Paolo Gubinelli” è visitabile gratuitamente dal 2 al 30 luglio 2016 negli orari di apertura della biblioteca: lunedì dalle 14.30 alle 19; dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19; sabato dalle 8.30 alle 13.

Nato nel 1945 a Matelica (provincia di Macerata) Gubinelli vive e lavora a Firenze. Diplomato all'Istituto d'Arte di Macerata, ha proseguito gli studi come grafico pubblicitario, designer. progettista d’architettura a Milano, Roma e Firenze.

Giovanissimo scopre il concetto spaziale di Lucio Fontana che determina un orientamento costante nella sua ricerca; conosce e stabilisce un'intesa di idee con artisti e architetti tra cui Giovanni Michelucci, Bruno Munari, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Emilio Scanavino, Edgardo Mannucci, Mario Nigro, Sol Lewitt, Giuseppe Uncini.

Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Nel 2011 è ospitato alla 54esima Biennale di Venezia al Padiglione Italia.

Di lui hanno scritto importanti critici tra cui Giulio Carlo Argan, Carlo Belloli, Bruno Corà, Enrico Crispolti, Lara Vinca Masini, Antonio Paolucci e Cesare Vivaldi. Le sue opere hanno accompagnanto i testi di molti poeti contemporanei: Adonis, Luciano Erba, Tonino Guerra, Mario Luzi, Alda Merini, Roberto Roversi, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto.

Dopo esperienze pittoriche su tela o con materiali e metodi di esecuzione non tradizionali, ha maturato nel corso del tempo un vivo interesse per la carta, sentita come mezzo più congeniale di espressione artistica.

In una prima fase ha operato su cartoncino bianco, particolarmente morbido al tatto e ricettivo alla luce, poi inciso a formare strutture geometriche; successivamente ha sostituito al cartoncino bianco la carta trasparente, incisa e piegata, i cui fogli possono essere disposti in progressione ritmico dinamica, o in rotoli che si svolgono come papiri su cui le lievissime incisioni, ai limiti della percezione, diventano i segni di una poesia non verbale.

Nella più recente esperienza artistica, sempre su carta trasparente, il segno geometrico viene abbandonato per un'espressione più libera che traduce, attraverso l'uso di pastelli colorati e incisioni appena avvertibili, il libero imprevedibile moto della coscienza, in una interpretazione tutta lirico-musicale. Oggi questo linguaggio si arricchisce sulla carta di toni e di gesti acquerellati acquistando una più intima densità di significati.

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