Venerdì 02 Dicembre 2016 | 23:19

RICONOSCIMENTO

Consegnate le borse di studio della Fondazione Manni. Premiati quattro giovani, tra ricercatori e laureati, con un assegno da 5.000 euro ciascuno

Assegnate le borse di studio della Fondazione Manni a quattro giovani studenti universitari e laureati particolarmente meritevoli. La cerimonia di consegna degli assegni, del valore di 5.000 euro ciascuno, è avvenuta lo scorso venerdì 17 giugno alla Biblioteca Mabic, alla presenza di alcuni componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione (il sindaco di Maranello Massimiliano Morini, il presidente Silvano Soragni, il prof. Massimo Jasonni, docente di diritto ecclesiastico all’Università di Modena e Reggio Emilia, Francesco Lini dell’Ispettoria Salesiano-lombardo emiliana con sede a Milano; fa parte del consiglio anche Don Paolo Monelli, parroco di Maranello). Presenti anche il prof. Giovanni Barbanti della commissione giudicatrice e l’avvocato Antonella Fontana. I beneficiari delle borse di studio sono Luca Probo dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e tre giovani, tra ricercatori e laureati, dell’ateneo modenese: Alice Benedetti (giurisprudenza), Matteo Guadi e Cristiano Guidetti (medicina).

La Fondazione è nata grazie al lascito testamentario di Francesco Manni, una delle figure più note di Maranello, scomparso nel 2011 a 97 anni, proprietario di numerosi beni e terreni sul territorio comunale e ultimo discendente della famiglia, che aveva indicato come destinazione unica delle sue volontà la costituzione di una fondazione per supportare il percorso di studi di universitari e ricercatori. Destinatari sono laureati e ricercatori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, secondo le indicazioni dello stesso Manni. Nato a Formigine nel 1914, Francesco Manni negli anni Venti si era trasferito a Maranello con la famiglia, nella casa di via Claudia dove ha sempre vissuto. Ultimo di cinque figli, aveva lavorato per tutta la vita come geometra al Catasto, per poi ereditare l’ingente patrimonio familiare, tra beni immobiliari e proprietà. Oggi, con un atto di grande generosità, quella ricchezza si è tramutata in una prospettiva concreta per alcuni giovani per proseguire il proprio percorso di studio e ricerca.

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