Mercoledì 27 Marzo 2019 | 04:31

I feudi della nobile dinastia ieri e oggi

Numerosissimi furono i feudi maggiori e minori di cui la casata dei Rangoni venne investita, e che naturalmente accrebbero l’importanza politica, la ricchezza e il prestigio sociale della stirpe modenese. La prima delle signorie ottenute fu la contea di Fermo e Sinigallia nel 1214, e forse non è un caso che l’attuale marchese Rangoni Machiavelli, Claudio, abbia una delle sue imprese agricole proprio nelle Marche e nella vicina Ancona. Castelvetro fu loro assegnato nel 1330, e a esso seguirono Levizzano nel 1342, Spilamberto nel 1353 e Castelnuovo nel 1391, quest’ultimo, come Levizzano, fregiato anche del secondo nome di ‘Rangone’ sia per la sua rilevanza territoriale nel ventaglio dei possedimenti di famiglia sia per la presenza assidua che lì vi ebbero nei secoli i membri del casato. Feudi minori furono invece Corticella, Marano, San Vito, Campiglio, Ravarino, Stuffione, la Punta di Bomporto, Saliceto Panaro e San Felice, il marchesato parmense di Zibello e la vicina contea di Roccabianca ricevuti nel 1545 dal duca di Parma Pier Luigi Farnese (con cui i Rangoni erano imparentati per matrimonio), e il marchesato piemontese di Montaldo Monferrato, ottenuto nel 1620. Con decreto del duca Borso d’Este sottoscritto il 9 settembre 1453 tutti i domini rangoniani compresi in territorio modenese furono eretti in contea ereditaria per i maschi in linea diretta. Con titolo ad personam (nello specifico, Guido, uomo d’armi e di lettere) i Rangoni ebbero anche i marchesati romagnoli di Longiano e di Savignano e le signorie di Cordignano, Beauregard, Belleville, la Tour du Pin e Santarcangelo di Romagna. Dei territori adriatici vennero investiti in virtù della loro stretta parentela con l’impetuoso signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesti, che non esitarono a supportare in guerra. Il Comune di Castelvetro ricorda e celebra tutt’oggi i suoi fasti rinascimentali con diverse rievocazioni storiche tra le quali si distinguono per spettacolarità la ‘Dama Vivente’, vera e propria partita a dama giocata sulla piazza a damier con pedine e damoni impersonati da ragazze e da bambini, e la ‘Festa a Castello’, che mediante l’allestimento di un sontuoso banchetto cinquecentesco mette in scena i giorni trascorsi da Torquato Tasso nell’ameno feudo rangoniano, sotto la personale protezione di Fulvio Rangoni. Spilamberto ha invece dedicato un circolo al marchese Lotario Rangoni Machiavelli che si distinse come pilota di talento in numerose gare corse al volante di Fiat e Alfa Romeo e che portò al debutto nella Mille Miglia del 1940 la prima automobile costruita da Enzo Ferrari, l’Auto Avio Costruzioni 815. Sensibile al recupero di mezzi d’epoca, il circolo organizza in loco eventi motoristici. Da qualche anno a questa parte Castelnuovo Rangone partecipa come sede di appuntamenti culturali al Festival della Poesia, solitamente fissato al mese di ottobre.

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